Inutile lamentarsi

Chi ha l’abitudine di lamentarsi in continuazione è una persona poco simpatica.

Anche il suo aspetto lo dimostra: l’espressione del viso tradisce invidia, frustrazione, noia e grettezza; le spalle sono curve, i gesti rapidi e nervosi. Per non parlare della voce che è flebile e piagnucolosa come quella di un bambino viziato e capriccioso.

Cenerentola, nella celebre favola, comincia col lamentarsi della vita terribile alla quale le perfide sorellastre la costringono e il pubblico dei lettori simpatizza con lei. Ma cosa direste se Cenerentola passasse il resto della propria vita a brontolare in questo modo? Di sicuro non la sopportereste a lungo.

Chi si lamenta, poi, è sempre convinto di vivere male, a prescindere dalla situazione in cui si trova, e così facendo condiziona il suo futuro che non potrà mai essere roseo.

Queste persone, forse, non sanno che se si cerca di vedere il bello e il buono delle situazioni, anche di quelle meno promettenti, si acquisisce un atteggiamento positivo e vitale. Ma se, al contrario, si assume un’attitudine negativa nei confronti delle cose, si finisce con l’essere ripagati con la stessa moneta.

Lamentarsi e brontolare continuamente è un chiaro sintomo di impotenza: chi si lamenta, non è mai una persona costruttiva e tantomeno riuscirà a modificare in alcun modo il tipo di vita che conduce e che tanto disprezza.

A dire la verità, però, capita a tutti, ogni tanto, di indulgere al lamento ed è una cosa normalissima di cui non dobbiamo preoccuparci fino a quando non ci rendiamo conto che sta diventando un’abitudine dannosa e non è più un episodio occasionale per scaricare il nervosismo. Lamentarsi, poi, del comportamento di una persona che fa parte in maniera permanente della nostra vita, o imprecare alla nostra sfortuna, e’ un palese tentativo di scaricarsi delle proprie responsabilita’.

Quando ci accorgiamo, quindi, che borbottare e’ diventato un nostro costume abituale, allora e’ il momento di affrontare il problema. Ma come ? Fermatevi ad ascoltarvi.

Passate in rassegna i motivi che danno adito ai vostri lamenti e subito dopo esaminate le possibilita’ che avete per modificare positivamente la vostra situazione: datevi un limite di tempo per questa operazione.

 

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L’ipocrisia

L’ipocrisia è la facoltà di simulare sentimenti lodevoli allo scopo di ingannare qualcuno.

Vi sono persone che, non riuscendo ad accettare un insuccesso o una sconfitta, tendono ad assumere un atteggiamento ipocrita a mo’ di difesa. Per orgoglio, cercano di salvare le apparenze temendo che la disapprovazione altrui per il loro fallimento possa in qualche modo isolarli e ostracizzarli. Altri, invece, sono deliberatamente ipocriti. Adulatori per vocazione, vivono nell’angoscia di non piacere e tentano a tutti i costi di accattivarsi la simpatia altrui. Con circospezione, evitano di dire cose che potrebbero urtare, concordano con le opinioni di tutti, sono sempre pronti a fare complimenti, a dimostrarsi compiacenti anche quando non è affatto il caso di esserlo. Poco male, se ciò non li portasse a cambiare opinione a seconda delle persone con cui trattano, a essere banderuole che cambiano con il girare del vento, prive di volontà o di una personalità propria.

Il più delle volte, criticando gli altri, cerchiamo di celare i nostri difetti in modo da apparire a noi stessi e a chi ci circonda, migliori di quello che siamo in realtà.

Identikit di un ipocrita

Ecco alcuni segni rivelatori

  • Diffidate delle persone che hanno maniere esageratamente gentili.
  • Diffidate delle persone che vi danno sempre ragione, qualunque sia l’argomento.
  • Diffidate delle persone che hanno manie di grandezza e si credono migliori di quello che sono in realtà.
  • Diffidate di chiunque vi confidi privatamente una sua opinione, ma in pubblico, o con altre persone, ne difende una contraria.
  • Osservate il comportamento di chi vi sta intorno. Se un conoscente è arrabbiato con voi senza ragione, indagate. Potreste essere vittima di chiacchiere e critiche infondate fatte circolare in vostra assenza.
  • Diffidate delle persone troppo inclini al pettegolezzo.

 

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Il significato dei fiori: Giacinto

Giacinto

 

I significati attribuiti al fiore sono diversi e variano a seconda della colorazione: per esempio il giacinto rosso è simbolo di dolore, quello blu di coerenza. In generale, comunque, il giacinto rappresenta il gioco e il divertimento.

Preziosa è la sua essenza, con la quale, da sempre, si ricava un profumo delizioso e molto ricercato.

 

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Adulterio

Perché sono sempre più numerose le coppie che sono spinte a vivere “storie” fuori dal matrimonio? Quali i problemi e come superarli.

Negli ultimi anni la vita delle donne è cambiata radicalmente. Sono sempre più numerose le occasioni di incontrare donne che il lavoro ha reso autonome anche dal punto di vista economico. Più in particolare, la donna ha raggiunto una nuova consapevolezza di sé che ha fatto sorgere nuove esigenze. Non le basta più il marito “pantofolaio” e sempre svogliato, ma vuole accanto a sé un amico sensibile, un compagno premuroso, un amante appassionato.

Ma se le “storie extraconiugali”, possono provocare danni e dolori, perché sono sempre più diffuse? Le donne vivono queste storie per motivi differenti e più facilmente degli uomini ne sono seriamente coinvolte. Spesso sono alla ricerca di qualcuno che alimenti la loro autostima, che le faccia sentire attraenti e amate e che abbia un buon rapporto sessuale con loro. Cercano quell’eccitamento e quelle soddisfazioni che non trovano nel matrimonio. Alcuni matrimoni, infatti, sono più vulnerabili all’infedeltà di altri. E’ stato provato che molto spesso la mancanza di comunicazione è una delle più importanti cause di adulterio. Se una coppia non riesce a discutere delle sue difficoltà, che siano sessuali o di altro genere, è probabile che uno dei partner cerchi consolazione al dì fuori.

La prima reazione dopo la scoperta del tradimento è di rabbia e di stupore, ma non sempre un evento del genere comporta necessariamente la fine del matrimonio. L’adulterio non è la causa più comune di divorzio e sono più numerosi i matrimoni che sopravvivono all’adulterio di quelli che finiscono. Tuttavia, il superamento della crisi matrimoniale dipende da diversi fattori. E’ importante la serietà della storia. E’ più facile, infatti, passare sopra a una scappatella di una notte che combattere contro una lunga relazione d’amore. Ma anche se il vostro partner non è veramente innamorato dell’altra, e tutto sommato si tratta solo di una infatuazione passeggera, più la storia va per le lunghe e più le bugie si accumulano nel tempo. Per molti è proprio questo l’aspetto della storia che fa più male: il pensiero che per mesi, o magari per anni, il matrimonio è stato solo una menzogna. Inevitabilmente, tener segreta una storia al partner rende meno comunicativi e più schivi e può poi diventare impossibile ricreare l’intimità di un tempo. Anche il motivo della storia è importante: una chiarificazione può portare alla luce problemi di rapporto che sono rimasti inespressi per un certo tempo. La storia può essere un grido d’aiuto: non per mettere fine al matrimonio, ma per salvarlo.

Una cosa è certa: dopo la scoperta di un adulterio il matrimonio non è più lo stesso. Per salvarlo entrambi i partner devono lavorare sodo per ricostruire l’amore e la fiducia di un tempo. Possono essere necessari anni per mettere fine agli strascichi di una storia, ma il risentimento potrebbe non scomparire mai. Tuttavia, il matrimonio può diventare più solido se entrambi i partner sono disposti ad apprendere dall’esperienza. E’ importante che la storia non sia semplicemente rimossa, ma discussa con calma e onestà da entrambe le parti. Sarà sicuramente un’esperienza dolorosa, ma può diventare un’occasione per riesaminare sotto tutti i punti di vista il vostro rapporto e chiarire che cosa volete l’uno dall’altro. Avere una storia è come giocare alla roulette russa: ci sono molte probabilità di rimanere feriti o di ferire l’altro. Se pensate che il vostro rapporto ha bisogno di qualcosa in più, non andate a cercarlo fuori: chiedetelo al vostro partner.

 

 

Siete una coppia affiatata?

Siete una coppia affiatata?

In amore siete una coppia affiatata?

Tutti sappiamo che l’amore dà alla testa. All’improvviso si perde l’appetito, si aspetta solo che il telefono squilli e poi non appena vediamo “lui” ecco che i battiti del cuore aumentano vertiginosamente e lo stomaco si stringe.

Ma, passato questo momento, cos’è che rende duraturo un amore?

Sia che si tratti di un colpo di fulmine sia di un amore che si consolida lentamente, perché ci innamoriamo è comunque incomprensibile. C’è chi pensa che ciò sia una sorta di “misteriosa alchimia” fra due persone, mentre alcuni psicologi sostengono che ci innamoriamo di coloro che hanno tratti somatici simili ai nostri.

In ogni caso, però, la cosa più importante è la compatibilità. Infatti, per quanto eccitante sia il corteggiamento o forte l’attrazione fisica iniziale, se una coppia non è compatibile la relazione è destinata al fallimento.

In generale, è più facile avere affinità con chi ha il nostro stesso tipo di esperienza sociale, religiosa o culturale. Questo non significa che una ragazza cattolica non possa essere attratta da un ragazzo di altra religione, o che uno spazzino non possa risultare attraente per una laureata, ma le loro diverse esperienze renderanno più difficile la comunicazione e più arduo portare avanti un rapporto. Tutti noi intraprendiamo una nuova relazione con aspettative e da studi fatti su questo argomento risulta che, in generale, tendiamo a frequentare persone della stessa età, classe sociale, cultura, educazione e così via e, cosa ancora più importante, che abbiano i nostri stessi valori e il nostro stesso punto di vista sulle cose che noi riteniamo importanti.

Questa non è una regola universale, naturalmente. Si dice, infatti, che i poli opposti si attraggono. Ma come? Sembra che ciò avvenga quando i due partner compensano l’uno le carenze dell’altro, ma perché la relazioni funzioni è importante che ognuno rispetti l’altro per le particolarità e le differenze che introduce nel rapporto.

Il segreto per essere una coppia affiatata è, accettare compromessi e tanto…..impegno!

 

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Giudicare dalle prime impressioni

 

Tutti giudichiamo sulla base di impressioni.

Novanta volte su cento, infatti, il nostro giudizio su una persona si forma, spesso in modo definitivo, entro quattro minuti da quando l’abbiamo conosciuta, in barba alla complessità della natura umana.

I motivi che ci spingono a giudicare di istinto sono molteplici. In primo luogo sentiamo, per l’appunto, la necessità di difenderci. Anche se le situazioni in cui siamo realmente in pericolo sono abbastanza rare, resta in noi la percezione istintiva dell’altro come minaccia. In secondo luogo, poi, la nostra tendenza a giudicare dalle apparenze è dettata dalla necessità di capire in fretta su che basi instaurare un rapporto reciproco.

Saper giudicare rapidamente ci dà la sicurezza di reagire sempre nel modo più appropriato, scegliendo quali difese vanno innalzate e quali canali di comunicazione possono essere instaurati.

Esistono alcuni elementi usati comunemente per giudicare gli altri al primo incontro e decidere quale comportamento adottare.

Altezza: Normalmente tendiamo a reagire in modo favorevole alle persone che sono più alte di noi, nella convinzione che gli alti siano più carismatici e sicuri di sé. D’alto canto, alcuni uomini sono meglio disposti nei confronti di donne più basse poiché le vedono come più vulnerabili e bisognose della loro protezione.

Peso: Le persone con qualche chilo di troppo possono essere giudicate incapaci di controllarsi, mentre i magri, in generale, sono considerati più eleganti e giovanili. Una persona in sovrappeso attirerà giudizi del tipo “Non sa tenersi in forma”, oppure “Non si cura”.

Forma fisica: Un fisico atletico, da culturista, è spesso associato a una scarsa intelligenza. I fisici androgini, invece, ci appaiono più attraenti, anche se la bellezza fisica può essere un’arma a doppio taglio.

Bellezza: In molte occasioni rifiutiamo istintivamente quelle persone che sono molto più o molto meno attraenti di noi. Le prime, infatti, ci appaiono insensibili e piene di sé, le seconde sono sospettate di avere una personalità meno interessante della nostra.

Barba e capelli: Molte persone considerano la barba come un simbolo di virilità e di potere. D’altro canto, gli uomini ben rasati o con una barba corta “da artista” sembrano più sensibili. Un taglio di capelli alla moda può essere un segno di personalità vivace o di eccessiva ricercatezza, mentre i capelli tinti sono considerati un indice di sciocca vanità.

Abbigliamento: Anche l’essere vestiti alla moda può essere interpretato sia come un segno positivo sia come un’indicazione che si è troppo preoccupati dalle apparenze. Lo stile classico può trasmettere un’impressione di serietà, mentre il casual implica un atteggiamento più rilassato e giovanile. Soprattutto per le donne, a stili diversi corrispondono immagini diverse, che variano da quella di donna in carriera a quella di madre o di vamp. L’uso del trucci è considerato un altro segno attraverso il quale si esprime la personalità.

Portamento: Il modo di muoversi può denotare una personalità sicura o insicura, efficiente o inefficiente. La camminata, la stretta di mano, i gesti e le smorfie forniscono altre informazioni utili per giudicare il carattere di una persona.

Voce: Tono, volume e ritmo della voce possono suscitare in noi sentimenti di benessere o di disagio. Un accento poco intellegibile può creare un’impressione di scarsa intelligenza, una voce stentorea ( o sommessa) è vista come un indice di estroversione ( o timidezza ).

Insicurezza: Indubbiamente alcuni segni di insicurezza o di poca onestà sono destinati a farci nascere dei dubbi. In particolare: il non guardare gli altri negli occhi quando si parla, la tendenza a balbettare, a ridacchiare nervosamente, a trascinare i piedi o a sorridere troppo possono trasmettere un’impressione negativa, difficile da cancellare.

 

 

Pillole di saggezza: ho imparato che …..

” ho imparato che la calma e’ molto piu’ destabilizzante della rabbia, che un sorriso disarma molto piu’ di un volto corrugato, ho imparato che il silenzio di fronte ad un’offesa e’ un grido che fa tremare la terra. Ho imparato che come un amore rifiutato non si perde ma torna intatto a colui che voleva donarlo”

                                                                                          Confucio

 

 

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